Città di Cosa

Città di Cosa

La città di Cosa sorge sulla costa del Mar Tirreno su un promontorio roccioso dove oggi si trova Ansedonia. La città venne costruita dai Romani nel 273 a.C., dopo la sconfitta delle forze alleate delle città etrusche di Volsinii e di Vulci, in una posizione strategica che la rese ben presto un importante centro economico e commerciale.
Della struttura originaria rimangono alcuni ruderi di antiche costruzioni il Foro, le Mura, e il Tempio di Giove.
Il nome deriva da quello più antico di Cusi o Cusia, un piccolo centro etrusco che sorgeva dove ora si trova Orbetello.

Un viaggio nel tempo

La Città di Cosa, antico sito archeologico all’aperto, visitabile tutto l’anno, è una delle attrazioni più suggestive intorno ad Ansedonia.
Il centro abitato era circondato da mura, ancora oggi ben conservate, lunghe 1.5 km con tre porte di accesso e diciotto torri di cui una circolare.
La visita nell’area archeologica inizia proprio dalla porta Fiorentina (nord Ovest), attraverso un sentiero sterrato che in origine attraversava la parte della città destinata alle abitazioni dei coloni. Lungo il percorso si può sostare presso la casa dello scheletro, così chiamata per la scoperta di uno scheletro nella cisterna ed ammirare il complesso delle terme riportate alla luce solo parzialmente.
Proseguendo si incontra la casa di Quintus Flavius sulla cui pianta originaria sorge il Museo Archeologico Nazionale di Cosa, dove sono conservate le decorazioni provenienti dai templi dell’acropoli, manufatti in ceramica, oggetti in metallo e in avorio reperiti dalle abitazioni della città antica.

Il Forum e l’Acropoli

L’area del foro e quella dell’acropoli sono ben visibili ancora oggi.
Sul foro, cui si accedeva da un arco di cui si conserva il basamento, si affacciavano gli edifici commerciali Atria, la basilica di cui restano ben sedici colonne ed il complesso della Curia Comitium con la gradinata circolare ed il carcere.
L’acropoli o arce, invece, protetta da una sua propria cinta muraria, ospitava il principale luogo di culto della città, il Capitolium.

Lo Spacco della Regina e la Tagliata

Ai piedi del promontorio in cui sorgeva la colonia fu costruito il porto della città: Portus Cosanus di cui è ancora possibile osservare i resti semisommersi dal mare.
Tagliata-cosaTutta l’area circostante il porto fu attrezzata con imponenti infrastrutture, finalizzate alla creazione di un ricovero sicuro per le imbarcazioni. Per evitare l’insabbiamento del porto stesso e della laguna alle spalle in una prima fase fu utilizzata la forza delle correnti d’un emissario della laguna e d’una grande fenditura naturale della roccia, denominata “Spacco della Regina”.
In seguito, lo” Spacco della Regina”, fu sostituito da un’opera artificiale, oggi denominata “La Tagliata”: un canale scavato nella roccia, per un percorso di circa 80 m. Il flusso delle acque veniva regolato mediante paratie di legno, in modo che la corrente spazzasse via i detriti.
Questa magnifica opera di ingegneria idraulica si può osservare, ancora oggi, dalla scalinata che costeggia il promontorio.

Come arrivare alla Città di Cosa

Per chi viene da Grosseto percorrendo l’Aurelia si consiglia la prima uscita per Ansedonia; la seconda uscita per Ansedonia per chi viaggia in direzione Grosseto provenendo da Roma.
Si prosegue sempre dritto fino a superare il cavalcavia della ferrovia, girando quindi a sinistra. Si svolta nuovamente a sinistra in via delle Mimose lasciando a destra la strada comunale di Ansedonia. Si svolta ancora a sinistra in via delle Ginestre fino ad incontrare la strada sterrata che conduce al parcheggio dell’area Archeologica.

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