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In vacanza nel borgo del tufo a Pitigliano

In vacanza nel borgo del tufo a Pitigliano

Prendetevi qualche giorno di riposo e venite a scoprire la Maremma. Una vacanza con tutta la famiglia alla scoperta delle città del tufo, partite da Pitigliano.

Pitigliano

Una passeggiata nel borgo di Pitigliano

La leggenda narra che fu fondata da due giovani romani, Petilio e Celano in fuga da Roma per aver rubato la corona d’oro di Giove. I reperti storici ci dicono che questa comunità era abitata sin dal Neolitico e che con l’arrivo degli Etruschi conobbe un intenso periodo di sviluppo. Arroccato su pareti di tufo a strapiombo custodisce al suo interno antichi tesori da esplorare. Come Palazzo Orsini, appartenuto in origine alla famiglia degli Aldobrandeschi, oggi sede del Museo Archeologico dell’Archivio Diocesano e della Biblioteca.

All’interno del suo cortile è possibile ammirare il pozzo monumentale di forma esagonale con bassorilievi raffiguranti gli stemmi della famiglia Orsini. Meritano una visita anche il Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo e l’acquedotto mediceo un’opera ingegneristica all’avanguardia.

Le vie Cave un percorso emozionante

Insieme a Sorano e Savona, Pitigliano fa parte delle famose città del tufo. La ricchezza e il fascino dell’antico passato di Pitigliano regalano al visitatore scoperte emozionanti e bellezze affascinanti. Le Vie Cave risalgono al periodo etrusco, sono state interamente scavate nella roccia tufacea e rappresentano un’opera unica al mondo.

Non si è ancora certi sul perché siano state realizzate e per quale scopo, si ipotizza secondo alcuni per scopo difensivo, usate come vie di comunicazione e di scambi commerciali, secondo altri potrebbero essere state realizzate per il deflusso delle acque o per scopi sacri e rituali. Fatto sta che percorrendo una di esse sarete immersi in un’atmosfera fiabesca, surreale, queste enormi gallerie a cielo aperto rappresentano un incredibile opera dell’ingegno umano.

Il quartiere ebraico e la sinagoga di Pitigliano

La presenza ebraica a Pitigliano può essere fatta risalire agli inizi del XV secolo e raggiunse un discreta crescita a seguito delle bolle papali di Paolo IV e Pio V del 1555 e del 1567. La famiglia Orsini, signori di Pitigliano, concesse ospitalità ai profughi ebrei in fuga tanto da permettere loro di costruire una sinagoga nel 1598. Con il passaggio di questi territori alla famiglia dei Medici, cominciarono le prime limitazioni, prima fra tutti la costruzione del ghetto, ma nei secoli successivi la comunità ebraica crebbe e fu parte vitale della comunità di Pitigliano.

Dopo l’Unità d’Italia la popolazione ebrea cominciò a diminuire fino a ridurre sensibilmente la sua presenza con l’emanazione delle leggi razziali e la persecuzione nazifascista. Attualmente ospita il Museo Ebraico, dove sono esposti gli oggetti, i testi e i paramenti sacri ed è possibile ammirare le pareti affrescate da preziosi stucchi, il pulpito al centro, sullo sfondo l’arca santa in legno e in alto il matroneo.

Eccellenze gastronomiche

Terra di eccellenze enogastronomiche, questa parte della Maremma è rinomata sopratutto per i vini, numerosi sono i vini che possono vantare denominazioni IGP e DOP, uno dei più pregiati vini del territorio è il bianco di Pitigliano. Importante anche la produzione e l’ottima qualità di vini Kasher, preparati secondo precise regole e prescrizioni Casherut.

Anche il dolce tipico di Pitigliano ricorda la presenza della comunità ebraica nella città, lo sfratto dei Goym, un dolce prevalentemente natalizio. Preparato con pochi e semplici ingrediente, una sottile pasta sfoglia con ripieno di noci, miele e noce moscata, agrumi.

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